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Flaminia

Marzo 8th, 2008

Quello che segue è un grande passo avanti per me. E’ un racconto più lungo e articolato di quelli che scrivo di solito. Da qua a scrivere un libro intero ce ne passa, ma ho in cantiere un racconto forse persin più lungo (da un paio d’anni ._.)

I protagonisti di questo racconto sono due vampiri che nella precedente cronaca di Mondo di Tenebra erano tra i principali personaggi non giocanti. Non dovrebbe essere complicato capirlo, anche se fanno riferimento ad eventi che non tutti conoscono. Bene, Zitti in sala che comincia.

La chiave venne infilata nella serratura e ruotata con un unico movimento fluido. I pistoni del cilindro, sollecitati da quella sottile lama di metallo, girarono con numerosi scatti quasi impercettibili. Spinta verso il basso, la maniglia fece ritrarre il perno che la tratteneva, così da permettere al resto della struttura in legno di ruotare sui cardini, portando la luce all’interno della stanza.

Lei sentiva tutte queste cose, percepiva ogni minimo movimento che agli occhi mortali sembra così scontato da passare inosservato. I suoi sensi erano tesi al massimo per abitudine e per prudenza. Quello era il suo rifugio, e per un vampiro il rifugio è il luogo in cui si trascorrono le ore di luce, indifesi, trattenuti da un sonno opprimente, da un torpore pesante ed invincibile.

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Lira

Gennaio 22nd, 2008

Lira teneva gli occhi chiusi. Si trovava in una grande sala, alla corte di un grande Lord, a recitare e cantare le proprie opere. La propria voce limpida e cristallina gli riempiva le orecchie. L’odoraccio che sentiva era soltanto una conseguenza della folla, il sapore del sangue soltanto un dente da latte caduto da poco. Sentiva lo sguardo di confortevole disapprovazione di suo fratello, e pensava alle ghirlande, ai petali di fiori, agli occhi umidi di lacrime di qualche fanciulla e..

<<Apri gli occhi, cantastorie. Voglio che guardi>>

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Teefa

Gennaio 9th, 2008

Lo schianto echeggiava ancora nell’aria quando una serie di anelli colpì, in rapida successione, i frammenti dello specchio.

Teefa poi si sedette violentemente sulla poltrona, torcendosi le mani e trattenendosi dall’urlare a squarciagola. Era furiosa, confusa, depressa e sull’orlo di una crisi isterica.

Il ricordo le bruciava ancora. Ogni volta che chiudeva gli occhi vedeva il SUO anello, e chi gliel’aveva rubato. “Avrò la testa di quel drow”, aveva giurato a se stessa.

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Il cuore rivelatore

Gennaio 9th, 2008

Da sempre si dice che il cuore sia la sede delle emozioni. In parte è vero. Da lì il sangue sgorga per portare la vita a tutto il corpo, costantemente. Quando abbiamo paura si mette a battere più velocemente, rimbombando nelle tempie e facendo salire la tensione. Quando siamo tristi fa il suo dovere in silenzio, senza disturbare. Quando siamo innamorati…

Cuore

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Sherazade

Dicembre 3rd, 2007

Che insulto.

Io, Sherazade, padrona di mille e una anima, imperatrice del desiderio, costretta in questo limbo.

E queste pareti così sottili, tessute della vita di un misero umano senza un briciolo di gusto o buon senso. Posso sentire i suoni, posso percepire gli odori! Vedo attraverso i suoi miseri occhi, e quanta sofferenza è sopportare tale limitazione.

Io, Sherazade, regina della frustrazione, signora del desiderio di vendetta, sto scrivendo la mia lista.

Questo mercenario sarà il primo, mi assicurerò che la sua anima non abbia riposo nemmeno dopo la sua morte. Poi quella donna, che ha rifiutato il contratto. Stupida misera Umana. Giuro sulla sua anima che si pentirà di averne mai avuta una.

Non manca più molto, questo idiota si sta infilando in un labirinto di morte. Pazienza, dopo 300 anni devo ancora avere pazienza. Ma non manca più molto al mio trionfale ingresso in questo piano

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I Burattumani

Novembre 17th, 2007

Scritto da Erin, una archeologa che, nonostante le apparenze, non si droga.

I burattumani sono una nuova razza caratterizzata fondalmentalmente dal fatto di avere 3 sessi.

I tre sessi sono così chiamati: Geppetto, Fata Turchina e Franco.

Sono tutti e tre di legno e si differenziano per il fatto che Geppetto ha al posto delle braccia un’ascia e una sega, la Fata Turchina una lima e uno scalpello, mentre Franco ha le terminazioni con dei pennelli a pelo di cinghiale.

Ovviamente la riproduzione (che porta alla nascita di un nuovo Geppetto, o Fata Turchina o Franco) avviene in modo diverso dal nostro: Geppetto sega l’albero (e ovviamente quando cade l’albero raggiunge l’orgasmo), la Fata Turchina gli dà la forma (raggiungendo l’orgasmo quando scalpella) e Franco alla fine disegna i vestiti (e qui è tutto uno spruzzo, in effetti i Franchi sono quelli che godono di più: c’è una sindorme chiamata “invidia del Franco” che porta molti Geppetti e Fate Turchine a cambiare sesso e a farsi impiantare dei pennelli al posto dei soliti arti, ovviamente poi è necessaria la riabilitazione perché non si può diventare Franco da un giorno all’altro).

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Email di circa un anno fa

Novembre 15th, 2007

Puah non riesco a dormire.

Ho appena finito di leggere Margherita di stefano benni e son qua col cervellino che lavora a nastro, sfornando riflessioni esistenziali che hanno l’unica utilità di farmi avvicinare sempre più al tetro baratro della paranoia, una orrida e buia crepa che mi attraversa il cuore da parecchio tempo.

E con questo ho dimostrato di saper scrivere un periodo lungo e complesso!

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Canzoni amanti

Settembre 16th, 2007

Nella mia personale visione della musica, ogni canzone viene suddivisa in poche chiare categorie, in base al rapporto che si sviluppa tra me e lei.

Ci sono quindi le canzoni conoscenti, piacevoli da ascoltare ma che non suscitano emozioni particolarmente forti. Passano una dopo l’altra riempiendo i silenzi mentre si fa altro. Compongono la stragrande maggioranza delle canzoni che ascolto, e di molte non ricordo nemmeno il titolo o come fanno.

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Rave!

Agosto 16th, 2007

Delirio. Questo il significato originale della parola rave. Devo dire che è azzeccatissimo. Un posto inculatissimo, decine di sound system che sparano un genere di musica ufficialmente noto come “techno hardcore” ma che viene amichevolmente chiamato “la peggio techno”. Centinaia, forse migliaia di persone che si muovono ondeggiando, saltellano da un sound system all’altro, mangiano, bevono, fumano, assumono chetamina ed LSD.

Non è una discoteca. Le persone sono differenti, gli obiettivi sono differenti, anche la musica è differente. Niente canzoncine che parlano di sesso e di amore. Soltanto beat sparati a mille di potenza e velocità tra le luci stroboscopiche. Un cocktail ipnotico anche senza fare uso di droghe allucinogene. (continua…)

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Sensucht

Luglio 18th, 2007

Il leggero cambiamento del vento in una giornata di primavera, una nota diversa in una canzone conosciuta a memoria, una strana luce che illumina la strada che percorro ogni giorno. Senza preavviso, mi invade questa sensazione, simile alla nostalgia.

Brandelli di immagini, vecchie di anni, che invadono la memoria per l’istante di un lampo.
Echi di suoni che rimbalzano nella testa, troppo flebili per riuscire a riconoscerli.
Volti, Odori, Risate. La sensazione della pioggia che lava via il fango.

Ricordi di persone mai conosciute.
Nostalgia di luoghi mai visti.
Rimpianto di scelte mai effettuate.

C’è qualcosa che ho dimenticato, qualcosa che non ho mai saputo, qualcosa che non mi appartiene.

Vivo nella speranza di sentire di nuovo questa nostalgia. Vivo cercando di ricordare questa vita mai vissuta, che fa capolino nella mia testa a volte.

E vorrei che durasse più di un attimo. Vorrei avere il tempo di accorgermene, sedermi per terra e godermi queste emozioni false, questi ricordi artificiali, questa nostalgia che non dovrei provare.

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